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Articolo pubblicato sul giornale on line 54ETATS.COM dedicato all’attualità sull’Africa e il resto del mondo.

Intervista a cura di Hervé Pugi.

Appena due anni dopo la sua inaugurazione il 2 febbraio 2018, il Centro Cardio Pediatrico Cuomo (CCPC) di Dakar si ritrova in prima linea nella lotta contro il Covid-19. Una riconversione forzata con dei risultati positivi. Quello che ci spiega il Prof. Amadou Gabriel Ciss, Capo Servizio del Reparto di Chirurgia Toracica e Cardiovascolare presso il Centro ospedaliero nazionale universitario (CHNU) di Fann.

 

54 ÉTATS: Potrebbe fornirci il quadro della situazione attuale sanitaria in Senegal e del modo in cui le Autorità competenti stiano gestendo la crisi?

Amadou Gabriel Ciss (A.G.C): Il 14 maggio scorso, statisticamente, in Senegal risultavano 2189 casi dichiarati positivi dei quali rispettivamente 842 guariti, 23 deceduti, 1323 ancora sotto trattamento. La mortalità è quindi del 01% e la crisi è gestita dal Ministero della Salute, che ha costituito una task force Covid utilizzando le strutture mediche, i laboratori, oltre alla diffusione di materiali informativi e preventivi come volantini e brochures. Abbiamo constatato quindi un grande impegno da parte delle Autorità statali nella lotta contro il Covid-19.

54 ÉTATS: Davanti all’emergenza, è stato rapidamente deciso – di comune accordo con il vostro partner, la Fondazione Cuomo – di modificare, in base alle esigenze, una parte della vostra attività. Potrebbe dirci più precisamente di cosa si tratta e cos’è cambiato per Lei e per la Sua squadra medica?

A.G.C: Il Centro Cuomo dispone di un reparto di rianimazione dedicato alla chirurgia cardiaca con un equipaggiamento medicale di ultima generazione e di risorse umane altamente specializzate. Il reparto di rianimazione costituisce “lo strumento” ideale per prendere in carico i casi gravi del Covid in condizioni di sicurezza sanitaria ottimale sia per i pazienti che per il personale medico.

54 ÉTATS: Ci potrebbe dire in maniera molto concreta quale ruolo ha giocato e gioca ancora il Centro Cardio Pediatrico Cuomo e la sua equipe medica nella lotta contro il Covid-19?

A.G.C: Il CCPC e il suo personale medico costituiscono un elemento centrale nella lotta contro il Covid-19, il Centro è stato messo subito in pole position dal Ministero della Salute nella gestione dei casi più gravi che richiedono una rianimazione intensiva.

54 ÉTATS: Potrebbe affermare che la vostra implicazione in questa lotta contro il Coronavirus sia stata una necessità?

A.G.C: L’implicazione del CCPC era una necessità assoluta. L’ospedale di Fann è la struttura universitaria di referenza per le malattie infettive e il CCPC, che è situato nell’area dell’ospedale Fann, ha il reparto di rianimazione più attrezzato, era necessario mettere questo mezzo a diposizione dei malati per una presa in carico adeguata.

54 ÉTATS: Se dovesse tirare una somma delle vostre azioni, quale sarebbe?

A.G.C.: Il CCPC, che è specializzato nella chirurgia cardiaca, si è adattato molto bene al contesto dell’epidemia e ha giocato un ruolo fondamentale nella presa in carico dei malati gravi. Questi casi gravi sono responsabili della mortalità nel Covid-19.

54 ÉTATS: Malgrado le paure espresse sullo stato dei sistemi sanitari, l’Africa potrebbe finalmente uscirne fuori in modo migliore in confronto alle altre regioni del mondo. Come lo interpreta?

A.G.C.: Preferisco rimanere prudente, ma le tendenze attuali delle statistiche ci mostrano che l’Africa è relativamente risparmiata in confronto al resto del mondo. Questo potrebbe essere dovuto a vari fattori come la giovane età della popolazione africana, una certa esperienza davanti alla gestione delle epidemie (Ebola, Colera, Meningite…) e le misure di isolamento rapidamente messe in atto dalla autorità sanitarie.

Centre Cardio-Pédiatrique Cuomo

Il primo ospedale pubblico in Africa occidentale, in grado di condurre interventi chirurgici cardio-pediatrici a cuore aperto.

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